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Museo Explora a Roma, impara giocando

Molte amiche mi avevano parlato del museo dei bambini a Roma e avevo visto varie foto girare sulle bacheche dei social. Con Enrico e Giulia andiamo spesso nei musei, quelli dei grandi però. Gli sarebbe piaciuto Explora? Decidiamo di provare e visitiamo il museo Explora a Roma.

Vado sul sito e scopro che le visite sono a tempo. D’istinto questa visita che dura un’ora e mezza mi lascia disorientata. Ogni bambino ha i suoi tempi e poi un’ora e mezza è davvero poco. Mi sbagliavo. Quando sono entrata ad Explora è stato come entrare nella Fabbrica di cioccolato di Willy Wonka.

 

 

Gli spazi del Museo Explora a Roma

Il museo è nato nell’area comunale dell’ex deposito tramviario Atac di via Flaminia 80. Nel 1998 quando l’area è stata data in concessione al Museo dei Bambini, gli edifici erano in completo stato di abbandono e degrado. Il vecchio capannone oggi (anche grazie a un crowdfunding) però è stato completamente ristrutturato: mantiene la memoria storica della facciata industriale e delle capriate reticolari disegnate dall’ingegnere francese Polonceau, coevo di Eiffel, ma in questa scatola di acciaio e ghisa, circondato da un’area verde , c’è un piccolo mondo a misura di bambino. Sì questo è il vero segreto di Explora è pensato e studiato a misura di piccoli.

 

La nostra visita al museo Explora a Roma

Abbiamo acquistato il biglietto (la struttura è gestita da una cooperativa social, formata prevalentemente da donne e il biglietto di ingresso è la principale fonte di finanziamento) per la visita delle 15. Entriamo e una ragazza con la maglia rossa ci illustra la struttura e ci avverte: “Le porte saranno chiuse, nessuno né bambini né adulti, per una questione di sicurezza potranno uscire e rientrare. Ora divertitevi”.

Ora divertitevi

bambina al museo explora

Le porte chiuse, la luce del sole che filtra dai grandi finestroni, gli spazi protetti, morbidi arrotondati infondono subito una sensazione di sicurezza, (almeno nei genitori) e i bambini al via si scatenano. Enrico e Giulia cominciano a correre. Non sanno dove andare, da dove cominciare. Al centro della struttura c’è una grande fontana a acqua, con percorsi, dighe, mulini. E come molte mamme sanno i bambini adorano l’acqua. Quasi tutti iniziano dalla fontana.

 

Piano piano dalla fontana i piccoli si sparpagliano. C’è chi sale sul camion dei pompieri. Chi guida il treno ( sì, si può guidare un treno come un vero macchinista) , chi va al supermercato a fare la spesa o nell’orto a coltivare ortaggi. Dopo i primi dieci minuti capisco che la visita a tempo e a numero chiuso è stata studiata non per tenere contenti i genitori, ma i bambini. Perché? La struttura è grande, ma i bambini si muovono liberamente, anche senza genitori dietro. In alcuni angoli, le mamme sono sedute a chiacchierare e si riposano, i piccoli sono al sicuro. Non c’è folla e ognuno può giocare dove vuole e quanto tempo vuole, senza file e senza momenti id pausa o noia. Per ogni gioco c’è una spiegazione, ma spesso per i più piccoli è più immediato provare, sperimentare e scoprire.

Quando la voce all’altoparlante ha annunciato che dopo dieci minuti la visita finiva Enrico e Giulia non hanno protestato. Erano sazi e soddisfatti. Come quando si fa un bel pranzo e rimane solo un fil odi fame, quel filo di fame per avere la scusa di tornare. La cosa credo che gli sia piaciuta di più è stata la libertà di potersi muovere da soli in sicurezza, passando da un gioco all’altro da una scoperta all’altra. Unica richiesta è stata. “Mamma ci torniamo ad Explora, c’erano anche tanti laboratori, che non abbiamo fatto, e li vorremmo provare, li possiamo fare la prossima volta?” che non abbiam ofatto”.

 

E all’uscita di Explora un bel gelato ( c’è anche la pizzeria da Michele e da buoni napoletani non abbiamo non potuto notarla) e abbiamo comprato un libro nella bellissima biblioteca. Così abbiamo passato il pomeriggio nel giardino a leggere e a giocare nel piccolo parco giochi (a ingresso gratuito).

 

La filosofia di Exoplora, museo per bambini: Imparare giocando

 

Enrico è rimasto quasi tutto il tempo a costruire dighe con i mattoncini magnetici e a far volare i fazzoletti nella macchina del vento, chiedendomi spiegazioni e facendo mille domande. Giulia invece è rimasta incantata dalla giostra solare e dal pannello per creare percorsi. Il bello di Explora è che i bimbi giocano e senza rendersene conto fanno domande e imparano: piccole nozioni di scienze ( come i pesi e le misure, la forza di gravità, la forza cinetica, l’energia solare) , di ingegneria, su come si mangiano e come si conservano i cibi e il valore dei soldi (come guadagnare, risparmiare, donare e investire), il rispetto della Natura (nell’area dell’orto), il gioco di squadra (nella miniera di sale, almeno noi l’abbiamo ribattezzata così). Il tempo è passato lento. I bambini hanno provato tutto. Hanno misurato anche quanto è lunga la proboscide di un elefante o visto quanto può essere lungo il nostro intestino tenue. Giulia che ama disegnare è riuscita anche a colorare e a creare dei bracciali con dei ritagli di plastica nell’area colori.

 

Explora, l’area per i più piccoli

Per i più piccini ( 0-3 anni) c’è un area dedicata “Piccoli esploratori”, anche se con noi c’era anche Prisca tre anni, che si è divertita con tutti i giochi che hanno fatto Enrico e Giulia. Lei ha perso molto tempo nell’area del percorso tattile e ha gicoato stupita con il papà nei tubi che trasportano le voci.

 

 

Quanto costano i biglietti a Explora

I biglietti costano 8 euro per adulti e bambini dai tre anni in su. I bambini dai 12 ai 36 mesi pagano 5 euro. Sul sito poi ci sono possibilità di riduzioni. Attaccato al museo c’è un parcheggio custodito al prezzo di due euro.

Tutte le info sul sito del Museo per bambini di Roma

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